Retrospektiva     

Il progetto Montenegro film commission (seconda parte)

Perché il Montenegro Film Commission?

Il più piccolo stato della penisola balcanica che comprende soli 13.812km2, il Montenegro con i suoi 672.180 abitanti, indipendente appena dal 2006 è uno spazio unico che ha molto da offrire all'industria cinematografica e televisiva. Paese di fantastiche ricchezze naturali, molto interessante dal punto di vista artistico, dotato di una rara »virtù« del piccolo spazio in grado di fungere da studio cinematografico all'aperto e capace di ridurre notevolmente i budget delle »runway productions«.

Da sempre attraente agli occhi dei turisti e di moltissimi operatori cinematografici, per anni addietro »regalava« il proprio territorio sia alle produzioni della regione sia alle rare produzioni estere, che rappresentavano il suo spazio come spazio altrui, a seconda del racconto cinematografico.

Purtroppo, per via dell'economia e della politica culturale non invidiabili, non poteva sfruttare a pieno le sue potenzialità territoriali, contribuire alla propria economia né presentare al mondo il suo spazio, la sua cultura e i suoi costumi.

L'idea della fondazione, ovvero dell'introduzione dello strumento di Film Commission basandosi su esperienze straniere, è nata come conseguenza di una pluriennale stagnazione e negligenza per la Cinematografia nazionale in quanto rappresentante migliore della cultura di un paese; come conseguenza della mancanza di strutture organizzative, nonché di strumenti per la stimolazione del lavoro e dello sviluppo dell'attività visuale; come conseguenza dell'incapacità di presentare il proprio territorio all'industria audiovisiva europea e mondiale, e infine come conseguenza dell'incapacità di generare benefici economici e contributi all'attività principale – turismo.

Ritenendo che l'istituzione di una struttura organizzata, che nel Montenegro dovrebbe fungere da centro cinematografico e da collegamento con l'industria cinematografica europea e mondiale tramite l'adesione all'Associazione Internazionale delle Film Commision, potrebbe contribuire in modo significativo al miglioramento del rapporto della politica culturale dello stato nei confronti della cinematografia, motivare individui e gruppi di professionisti a creare nuovi mestieri e strutture indispensabili all'industria cinematografica, contribuire alla prosperità economica sia per quanto riguarda le risorse statali destinate alla cinematografia, sia per quanto riguarda i professionisti che operano sul territorio montenegrino, e inoltre aiutare ad attirare molti turisti, ho cercato di spiegare i motivi dello stato attuale nella cinematografia montenegrina e di argomentare la necessità di fondare la struttura organizzativa »Montenegro Film Commission«


Cinematografia jugoslava

Se ci sarà la guerra ci saranno anche dei film!

Lo stato degli "Slavi del Sud" nasce alla conclusione della prima guerra mondiale, nel 1918, come Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, subito denominato Regno di Jugoslavia (ufficialmente dal 1929). Durante la seconda guerra mondiale subì l'occupazione delle forze dell'Asse e un nuovo smembramento: Hitler vi creò nel 1941 il regno di Croazia, stato fantoccio che comprendeva anche la Bosnia-Erzegovina, mentre la Serbia e le altre regioni jugoslave erano amministrate direttamente dalla Germania e dai suoi alleati. Dopo la liberazione e la riunificazione del 1945, fu fondata nel 1946 la Repubblica Federale di Jugoslavia che comprendeva sei repubbliche federate: Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Macedonia. Nel 1991, dopo 45 anni di apparente concordia, la federazione rapidamente si è sfaldata dando luogo a sanguinosi conflitti etnici. Ridotta a due soli membri federati (Serbia e il Montenegro sempre più indipendenti l'uno dall'altro), dopo aver cambiato anche il nome in "Serbia e Montenegro" nel 2003, la Jugoslavia è definitivamente scomparsa il 3 giugno 2006, con la dichiarazione di indipendenza del Montenegro. Erede morale: la Serbia. L'eccezionale, oggi quasi irreale e lontano successo della cinematografia jugoslava, era necessariamente legato alla stessa persona del defunto maresciallo Josip Broz Tito.

Grande cinefilo, era di larga mano quando si trattava di mezzi finanziari da offrire a sempre poveri lavoratori cinematografici. E' chiaro che sia lui sia l'ideologia a cui si era dedicato hanno avuto grandi vantaggi dall'industria cinematografica, però si pone la domanda se è possibile separare la cinematografia e i suoi finanziamenti dalla politica in qualunque paese del mondo? La cinematografia jugoslava e il giovane stato jugoslavo socialista sono nati e sono cresciuti insieme, fino alla (in)naturale fine di entrambi.

Oggi, quando pensiamo a quei tempi, sembra che siamo arrivati in ritardo a un bel divertimento, come l'intera mia generazione è in ritardo alla vita in Jugoslavia. Il periodo della creazione della cinematografia jugoslava era nello stesso tempo divertente e serio, entusiasmante e restrittivo, ed è scomparso anche prima della nuova guerra del 1991, con la scomparsa del regista principale Josip Broz Tito nel 1980.

Lo illustra nel modo migliore il film documentario "Cinema Komunisto" (2010) di Mila Turajlić, che studia la nascita dell'"Hollywood Orientale" jugoslavo – l'età d'oro e la rovina della Cinecittà di Belgrado e il modo in cui l'amore di Tito per il cinema e la sua diretta partecipazione hanno creato la storia della Jugoslavia sullo schermo cinematografico. Il "Cinema Komunisto" studia il mito della Jugoslavia e le persone che hanno creato la sua finzione. Parla del ruolo delle persone che avevano il compito di creare la narrativa cinematografica sul paese che poteva anch'esso essere fittizio.

Direttamente ispirato alla propaganda sovietica, allora molto efficacie, il giovane governo comunista nella Jugoslavia inizialmente desiderava, come in tutti gli altri segmenti di vita, implementare anche da noi la ricetta già collaudata. Tuttavia, dopo la scissione con SSSR, esso si volge completamente all'Occidente e all'influenza di Hollywood che raggiunge pienamente la Jugoslavia.

Il genere tipico che prevale nella cinematografia jugoslava è il film partigiano.

"Film partigiano" indica un (sotto)genere specifico di film di guerra che si è sviluppato nella Jugoslavia socialista. Lo caratterizzavano la trama situata nella Jugoslavia della Seconda guerra mondiale, cioè mostrava le attività di partigiani, e così ha avuto il suo nome colloquiale. Inizialmente pensato come mezzo di propaganda del regime attuale (celebrato e giustificato ricordando al pubblico le circostanze drammatiche del suo avvento al potere) col tempo, grazie all'allentamento della censura e alla maggiore esposizione all'influenza dell'Hollywood e altre cinematografie internazionali, il film partigiano ha ricevuto contenuti più commerciali. Insistendo sempre meno sulla cruda propaganda ideologica, e di più sull'azione e sullo humor, ha sviluppato la propria iconografia e delle "regole" informali come il western americano e il jidaigeki giapponese.

Tutti i film partigiani dovevano mostrare e dimostrare lo stesso modello – che il paese è stato creato nel sangue in una lotta comune di tutti i popoli e nazionalità.

Questa partecipazione jugoslava di tutti i popoli nella lotta del Movimento di Liberazione Nazionale veniva sottolineata attraverso la scelta degli attori. In pratica non esiste un film partigiano con un casting mono-nazionale. I partigiani cinematografici più famosi sono Velimir Bata Živojinović (Serbo) e Boris Dvornik (Dalmata- Croato), che attraverso la loro recitazione dovevano confermare il principale moto del regime "la fratellanza e l'unità sono state create nella guerra". Per questo non è tanto strano che questi due attori nella "vita reale" all'inizio degli anni '90 quando è iniziata la sanguinosa dissoluzione della Jugoslavia, siano diventati nemici più cari, scegliendo ognuno il proprio lato della storia dal regime. Živoinović si è avvicinato a Milošević e Dvornik a Tuđman. Attraverso il loro conflitto si rifrangeva la storia jugoslava contemporanea. Però, nei film, loro due hanno ucciso più tedeschi e loro collaboratori di quanti ne sono stati uccisi nella Seconda guerra mondiale sul territorio jugoslavo.

 


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